domenica 10 ottobre 2021

Il giorno dopo un ATTACCO di PANICO... ISTRUZIONI PER L'USO 📝 | La Ragazza con la Sciarpa

10 OTTOBRE - GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA SALUTE MENTALE 🌱

Ciao a tutte anime colorate e bentornata #RainbowFamily🌈

Qualche giorno fa, mi sono ritrovata a fare i conti con un attacco di panico...

Non accadeva da più di un anno e no, al contrario di ciò che ha pensato mia madre non è una " sfortuna " perché l'ansia o il panico sono una forma di comunicazione che il nostro corpo ha per manifestare qualcosa che non vediamo e che in qualche modo ci sta facendo del male.

Sì, lo so, sembra contraddittorio che una cosa come il panico possa essere un meccanismo di difesa, ma di questo ne parlerò più avanti in un post dedicato alla mia personale esperienza, di cui già vi ho cominciato a raccontare l'anno scorso proprio il 10 Ottobre in ANSIA, ATTACCHI di PANICO, DEPRESSIONE | La Ragazza con la Sciarpa ( e relativo video su Youtube ), ma non è finita perché ci sono importantissimi risvolti che credo / spero possano essere utili anche ad altre persone.

Questo è ciò che accade, per quanto spiacevole e mentalmente sconfortante quando un attacco di panico si manifesta non questione ( come dicevo prima ) di una fortuita casualità ma è una  risposta ad uno stimolo.
Esattamente come quando starnutiamo in risposta a qualcosa che ci stuzzica l'olfatto. 

Certo, non sono paragonabili le due dinamiche ci mancherebbe, ho solo portato un esempio banale anche per cercare di smontare l'eccessivo timore che si ha nei confronti dell'ansia e/o del panico... Ripeto, sono a conoscenza di quanto siano fastidiosi, anzi sono fastidiosissimi ma non sono pericolosi e quando vengono fuori, dobbiamo andare a capire ( anche supportatƏ da unƏ professionista ) quali emozioni si nascondono dietro la paura e cosa noi stessƏ ci stiamo comunicando con quell'attacco di panico o con quello stato ansioso.

Ad ogni modo, il punto su cui oggi mi vorrei focalizzare è ciò che accade dopo che veniamo travoltƏ da un attacco di panico.
Sì, travoltƏ perché la sensazione è esattamente quella... Come dicevo nella caption di questa foto

quando si manifesta un attacco di panico è come vedere arrivare un onda, una di quelle belle grandi a cui sai che non riuscirai a sfuggire, poi vieni travoltƏ, rimani per un po' sott'acqua e quando l'onda si ritira tu sei lì sul bagnasciuga... EsaustƏ.

Ti senti frastornatƏ, strematƏ e impauritƏ.


OVVIAMENTE la terapia ti aiuta non solo a gestire il panico ma ad avere gli strumenti giusti per non farsi inglobare da quell'aspirale di pensieri negativi che ti imprigiona in un vortice discendente e che può diventare un ( leggero o meno ) riflesso della depressione.

Io stessa qualche anno fa dopo gli attacchi di panico importanti, quelli un po' più imponenti restavo atterrita a letto per qualche giorno, mi sentivo inerme, svuotata e demotivata ad andare avanti.

Quest'anno non solo non è accaduto, ma ho continuato per quanto possibile la mia routine ( anche solo parte di essa va bene se non ci sentiamo di riprendere in mano tutto subito ), mi sono truccata e ho portato fuori il cane.

Avere una buona educazione mentale, una buona forma mentis ( se non sa di cosa parlo ti consiglio di leggere Forma Mentis... Come EDUCARE la MENTE | La Ragazza con la Sciarpa o se preferisci vedere il medesimo video su Youtube ) ci aiuta con piccoli e semplicissimi passi nella vita di tutti i giorni ad andare avanti senza restare bloccatƏ in dei loop mentali che possono rendere un pochino più difficile tornare al quotidiano ( e teniamo sempre a mente che per quanto possa essere difficile non è MAI impossibile ). 

Quindi il mio personale consiglio, il giorno dopo un attacco di panico è quello di alzarsi comunque dal letto, anche solo per lavarsi il viso, fare una doccia, applicare la skincare e sembra banale ma non lo è, togliere il pigiama e indossare degli abiti comodi da casa.... Sì, anche se poi continuate a stare a letto o sul divano, ma non rimanete in pigiama. Sembra una sciocchezza ma spezza la continuità e in minima parte rende " diversa " la giornata.

Apriamo le finestre per favorire il ricambio d'aria e non respirare aria viziata ( anche mentalmente, magari approfondisco in un altro post ) e... Consiglio datomi dalla mia amica Lucia, dato che sono agorafobica e tendo quindi a chiudermi a riccio, aprire anche le persiane e fare entrare luce che grazie anche alla produzione di Vitamina D che avviene nel nostro organismo, ci aiuta a sentirci meglio.

Aggiungo io, se riusciamo facciamo due passi. Non serve andare chissà dove, basta anche andare a gettare l'immondizia. Ovviamente se vi sentite a vostro agio anche nel fare una piccola passeggiata persino di pochi minuti va benissimo.

Se poi vi da fastidio magari essere vistƏ da altre persone ( lo capisco, non è mai piacevole farsi vedere quando non siamo in forma ) magari uscite in orari in cui sapete che ci sono poche persone in giro e perché no, fatevi accompagnare da qualcunƏ. 
Anche se, permettetemi di dirlo, STI C***I se le altre persone vi vedono stravolte in faccia, dobbiamo anche normalizzare questi momenti in cui una persona può non stare bene.

E qui mi collego all'altra parte delle istruzioni che devono essere messe in atto quando una persona ha avuto un attacco di panico e riguardano le altre persone.

Sebbene avete ( avuto ) attacchi di panico nella vostra vita, il modo di reagire di ogni persona è unico ( come racconto in UNICITÀ... La reale diversità | La Ragazza con la Sciarpa 🏳️‍🌈 I'm not proud... I am PRIDE 🏳️‍🌈 ) per tanto non è detto che ciò a che a voi fa stare bene vada bene anche per altre persone, quindi evitate consigli non richiesti ma ponete domande, perché mettersi in ascolto è la migliore soluzione per fare realmente del bene, per aiutare a una persona che sta invece vivendo un temporaneo malessere.

Ergo poniamo domande come:

- Vuoi parlare di ciò che ti è accaduto perché hai bisogno di buttare fuori o preferisci farlo con il/la tuƏ professionistƏ e quindi parlare di altro per distrarti? 

( Io per esempio preferisco parlare delle mie difficoltà solo con la mia dottoressa perché magari sono tasti ancora dolenti e quindi voglio vivermi il quotidiano con più leggerezza ).

- Ti va di parlare o hai necessità di stare per conto tuo?

( Perché è possibile che una persona si senta anche sopraffatta dal contatto con le altre persone, soprattutto se sono tante ).

Nel caso in cui una persona voglia parlare chiedete anche se preferisca scrivere o parlare a voce ( sembra superfluo ma non lo è ).

Evitiamo invece domande come:  Come mai?, Cos'è successo?, Di nuovo? Perché già una persona si ritrova a dover vivere quelle problematiche, certamente non necessita anche di un'interiore analisi ( oltre a quella del/la professionista a cui si affida ) non richiesta.

Differente è il caso in cui qualcunƏ spontaneamente comincia a raccontare, perché in quel caso evidentemente si sente di parlarne con noi.

E ultimo, ma non per importanza, anzi... Forse avrebbe dovuto essere uno dei primi punti... Ma più di ogni altra cosa PER FAVORE evitate di sminuire con frasi tipo:

- non hai nulla

- è solo nella tua testa

o le peggiori di tutte ( per quanto mi riguarda ):

-  RESPIRA 

- TRANQUILLIZZATI 

Ora, sono certa che tutti questi preziosi consigli vengano elargiti per il bene della persona in questione ma sebbene anche io sappia che è " tutto nella mia testa " e che non sto morendo perché so che il panico è una forma di comunicazione, magari in quel momento ho proprio bisogno di svagarmi anziché di innervosirmi a causa di queste frasi, lasciatemelo dire, idiote perché non ha alcun senso che tu mi dica tranquillizzati durante un attacco di panico perché se fossi stata in grado di tranquillizzarmi non sarei agitata... No?

Piuttosto si possono usare frasi dall'impronta più delicata come " Respirare insieme può aiutarti a rilassarti, ti va di farlo? " e poi magari dopo un po' si può chiedere " Ti senti più serenƏ ? ".

Forse, anche in modo non cosciente, ma a volte chi ci vede da fuori può andare essƏ stessƏ in agitazione non sapendo come muoversi e quindi poi espone frasi simili, se mi seguite lo sapete, io sono quell'OLTRE ( le apparenze ) e cerco sempre di capire quali possono essere le motivazioni che spingono una persona a comportarsi in un determinato modo, ma da figlia degli anni 90 e soprattutto di sua maestà Sailor Moon non possono ( vivendo io in prima persona certe dinamiche ) non essere un pochino paladina... 

Che poi secondo voi io sarei più Sailor Ansia o Sailor EMDR? Ahahahahahaha 😂 Ma a parte l'ilarità che ci tenevo ad inserire per alleggerire un po' il clima vorrei concludere proprio puntando un highlight su tutti i punti trattati in questo post perché sono piccoli piccoli passi che fanno la differenza, sia per chi vive un attacco di panico e sia per chi è intorno.

Non penso sia necessario ricordare che dopo un attacco di panico è opportuno parlare con il/la professionistƏ che ci segue per farci indirizzare sulla strada corretta per tornare al nostro benessere e se è la prima volta che vi succede, vi consiglio unƏ professionista espertƏ in EMDR ( qui: https://emdr.it/index.php/terapeuti/ trovi la lista dei/lle professionistƏ divisa per comuni ) perché questo tipo di terapia, personalmente mi ha salvato la vita.

Concludo dicendov(m)i anche di non sentirvi minimamente in colpa se avete bisogno di un po' di tempo per voi, per cercare di ristabilire l'equilibrio dentro di voi perché non c'è e non deve esserci in alcuna vergogna dato che stiamo lavorando per la nostra salute mentale.

Esattamente come quando ci prendiamo qualche giorno per qualunque malattia e/o infortunio, allo stesso modo abbiamo il diritto di prenderci cura di noi dopo un attacco di panico, perché se non ci prendiamo cura di noi, nessuno può farlo per noi... Le persone che ci amano possono starci accanto ma siamo noi a dover compiere i passi... E il bello è che abbiamo tutti gli strumenti e le possibilità per farlo, anche se magari non ce ne rendiamo conto subito.

Vi abbraccio forte.

E voi anime colorate che ne pensate?
Vi siete mai trovate  a dover gestire un attacco di panico vostro o di un'altra persona? In che modo vi muovete? Ci sono cose che vi danno fastidio che le persone fanno e che io non ho menzionato?
Se vi va, vi invito ( come sempre ) a condividere con me i vostri pensieri :)


Mi raccomando, non dimenticate di far parte della nostra #RainbowFamily🌈 interagendo con me attraverso i social, perché il contatto umano è quel battito di colore in questo mondo virtuale.

Lots of Love
Shikal Michelle
🤍💛🧡❤️💜💙💚🤎🖤

giovedì 25 luglio 2019

Grazie perché...

Ciao a tutte anime colorate e bentornata #RainbowFamily🌈
è un po' che non interagiamo qui sul blog... vero?

C'è ovviamente un perché a questo... ma permettetemi di fare un passo indietro.

Se mi seguite, saprete che da sempre dico che un percorso di transizione non è caratterizzato solo dall'assunzione di ormoni e dal sottoporsi ad interventi chirurgici, ma è ( quanto meno per me ) un percorso interiore alla scoperta di sé.

Questo non vuol dire che io sia contro la chirurgia, anzi mi piacerebbe poter migliorare le caratteristiche fisiche che non mi piacciono del mio corpo, ma è anche vero che nel tempo ho imparato ad accettare quei piccoli difetti che effettivamente non sono così irriverenti come, per esempio potrebbe essere un naso pronunciato ( che per lo più non mi fa respirare bene di notte ), potevo pensare anche solo due anni fa.

Il viaggio che ho intrapreso, supportata da una psicologa ( e psicoterapeuta cognitivo comportamentale ) mi ha portata bene oltre dove avrei immaginato.

In realtà, per essere franca, ho iniziato con lei un percorso di natura diverso da quello della transizione, ma dato che si tratta di puzzle che compongono il nostro Io interiore non possiamo pensare che le figure non siano connesse.

Fanno tutte parte di un quadro più grande, la nostra persona, per cui sono interlacciate inequivocabilmente tra loro.

Ciò ovviamente mi ha portata a lavorare con diversi aspetti della mia persona e il lavoro che faccio con me stessa è davvero estenuante perché mi porta via tempo ed energia, ma a costo di sembrare ripetitiva scrivendo ciò che ho detto in altri post, il viaggio che facciamo dentro di noi è il più faticoso e il più gratificante che faremo nella nostra vita, perché ci porta a degli stadi di consapevolezza che non credi nemmeno esistano ( prima ).

Ad ottobre 2018 ho subito un crollo psicofisico e mi sono trovata ad affrontare delle difficoltà più grandi me ( che non mi aspettavo ).

Una di queste portava il nome di un ragazzo, con lui ho avuto una sorta di " relazione non relazione ".

Il sesso era pazzesco e sinceramente adoravo il fatto di poter essere così in confidenza e a mio agio ( cosa che avviene di rado quando entro in contatto con parti del mio corpo che mi danno disforia ) con una persona, senza necessariamente dover intraprendere una relazione.

Era qualcosa che pensav(am)o avrebbe funzionato, ma come dice Marracash nel feautiring con Elodie " Margarita " fare solo sesso è un po' come il comunismo, una cosa che funziona in teoria " e purtroppo così è stato.

Nel 2018 prima di smettere di vederci , forse per la paura di perdermi ( dato che volevo distaccarmi da questo genere di " relazione " che non mi faceva più sentire a mio agio per una serie di circostanze dopo circa 7/8 anni ) ad un certo punto si è giocato il tutto per tutto esponendo il fatto che per lui non fosse più solo sesso.

Mi sono presa del tempo per pensare e ho capito che ciò di cui parlava erano sentimenti e che con grande probabilità anche io ne avevo nei suoi confronti, così l'ho messo di fronte a questi specchi della verità e purtroppo si è spaventato di ciò che era nato dentro di lui.

Come vi parlerò in uno dei prossimi post, la gente ( purtroppo ) si fa bloccare dalla paura.

E nonostante come vi abbia detto in L'Amore che mi Merito sono una persona propensa a dare una seconda chance ( arriverà un post anche su questo argomento che secondo me è davvero importante trattare ) devo ammettere che a lui non la darei, o meglio a lui non darei l'ennesima chance, dato che negli anni gli ho permesso di trattarmi di m***a con la scusa del " non lo fa per cattiveria ".

E credetemi lui non lo ha mai fatto per cattiveria, ma questo non lo autorizza a comportarsi male ( di nuovo ).

Capisco che la paura possa bloccare, è successo anche a me, ma se si vuole, si può andare oltre.

È faticoso? Sì,molto.

È impossibile? Assolutamente no! 

Se ne deduce facilmente che, questa persona, ha preferito non avere a che fare con ciò che provava.

Anche io in passato ho avuto emozioni così forti da non volerle provare ( penso sia capitato a molte persone ) ma, wake up ⏰ Noi siamo fatti di emozioni, è la nostra natura ( e non possiamo passare la vita a scappare dalla stessa ), dobbiamo solo imparare a conoscerle e gestirle, tutto lì.

Ritornando al fulcro di questo post, lui è stato una di quelle difficoltà che ho dovuto gestire nel 2019, per non essere succube dei miei problemi e che mi hanno tenuta lontana dal blog.

Ma sapete, anche lui, oggi è la fonte dalla quale nasce questo nuovo articolo, perché sicuramente non ho il piacere di ringraziarlo ( né devo farlo in alcun modo ) per aver agito come ha fatto ma devo assolutamente ringraziare una persona perché mi ha permesso di lavorare su questa situazione: 
ME! 

Devo assolutamente ringraziare me stessa perché nel mio percorso ( io lo definisco di vita, perché non è solo di transizione, quest'ultima è solo una sfumatura della mia vita, ma non l'intera gamma colori ) sto cercando di imparare a vedere tutti i momenti più oscuri come opportunità di crescita, perché oltre la sofferenza questo sono.

Sono situazioni, che processate nel giusto modo, ci permettono di crescere, maturare, migliorare e arrivare a nuove consapevolezze, perché ogni volta che ci immergiamo nelle profondità di noi stess* è sicuramente un viaggio che va a nostro vantaggio.

E io sono assolutamente grata a me stessa ( e alla mia dottoressa che mi affianca in questo viaggio ) per aver lavorato così bene da arrivare dove sono oggi, perché sono cresciuta tanto.

Le persone che fanno della nostra #RainbowFamily🌈 mi hanno più volte fatto notare che questo si avverte chiaramente e credetemi ogni volta il mio cuore scoppia di gioia e di eterna gratitudine perché non potrei chiedere di meglio.

Prendere un momento buio e trasformarlo in luce per se e/o per gli altri ( fosse anche solo una persona ) è come se " vanificasse " la sofferenza, come se lenisse il male subito perché sai che c'è? Con la tua esperienza dolorosa, stai facendo del bene ad un'altra persona e sapete ( se mi seguite, mi tocca ripetermi, chiedo venia 🙏🏻 ) che per me essere utile agli altri è una soddisfazione immensa.

Mia cara #RainbowFamily🌈 un altro passo importante che ho imparato a compiere è stato quello di riconoscere i miei meriti.

Non so, mi sono sempre sentita appagata quando riuscivo a superare un limite e a crescere ma era come se non mi gratificassi per il lavoro fatto.

Nel tempo, imparando ad amarmi e conoscendo il potere della gratitudine ( della quale potrei parli in un post futuro insieme alla legge dell'attrazione perché mi hanno aiutata tanto ) ho cominciato pian piano ad essere realmente grata per ciò che stavo facendo per me.

Se non si prende un po' di confidenza con la gratitudine ci sembra molto innaturale fare ciò con noi stessi, ma #RainbowFamily🌈 noi dobbiamo assolutamente dirci Grazie per tutto ciò che facciamo per noi.

È un discorso egoista? Forse un pochino, ma chi meglio della nostra persona può darci ciò di cui abbiamo bisogno? Nessuno, solo noi!

Il nostro benessere dipende unicamente da noi e come noi riusciamo a gestire le situazioni, malgrado non siano semplici o a volte ci mettano nei guai come è accaduto a me con questo ragazzo che ha scoperchiato un vaso di Pandora lasciandomi da sola a gestire questo caos emotivo.

Ma chi ha risolto la situazione? Io... E nonostante in passato vivessi tutto in maniera più drammatica, oggi all'alba dei miei 28 anni posso dire di essere cresciuta e di aver fatto dei passi avanti per cercare di comprendere le mie emozioni e gestirle al meglio.

Per questo oggi mi dico:

Grazie perché, nonostante il buio possa cercare di illudere la mia mente, dentro di me ho un bagliore... La luce della consapevolezza e della conoscenza data dal mio cammino di vita, in salita sì ma con delle viste estremamente mozzafiato, che rendono tutto questo assolutamente gratificante.

Lots of Love
Shikal Michelle 
💛 ❤️ 💜 💙 💚 

domenica 23 agosto 2015

TRANS

Ciao, oggi " riapro il topic LGBTQIA" che avevo in realtà cominciato a trattare parlandovi di G&T la Webserie.

Comincerò argomento dopo argomento a parlarvi di alcune informazioni sul mondo T che sicuramente le persone transessuali e/o transgender potrebbero già conoscere ma che probabilmente molta gente, fuori da questa comunità, può ignorare o conoscere in modo incompleto e/o errato.

Trovo utile, per quanto concerne le mie conoscenze, porre chiarezza e " combattere " la disinformazione anche per avviarsi verso un utopistico ( almeno sino ad oggi, domani non si sa ) mondo migliore.

Mi piacerebbe, prima di affrontare le varie tematiche, partire dalla cosa più basilare e complicata che c'è... Essere TRANS!

Ma cosa vuol dire tutto questo?

La transessualità è la condizione in cui una persona si trova ad avere una scissione tra Genere ( anatomia, fisicità del corpo ) e Identità di Genere ( psicologia della persona ).

Tale separazione che solitamente crea conflitto tra le due si chiama " Disforia di Genere " ( DIG ) ed è una patologia che viene " diagnosticata " dopo vari esami da medici di natura psicologica ed endocrinologica.

È tuttavia IMPORTANTISSIMO precisare che NESSUNO mai nella vita potrà mai diagnosticare con esami, delle più svariate nature, chi sentiamo di essere.

Questo vuol dire che, ci sono persone che prendono coscienza della propria natura e capiscono che la propria identità di genere è distonica rispetto al proprio genere pur non effettuando nessun tipo di esame.

Non è un medico a dichiarare chi sei e/o puoi essere.

Psicologi e/o psicoterapeuti possono però aiutarci ad intraprendere un percorso interiore alla scoperta di NOI,  perché prima di compiere certi passi, che porteranno degli effettivi cambiamenti nella nostra vita, dobbiamo cominciare ad affrontare le ombre che abbiamo dentro e che potrebbero per esempio essere " enfatizzate " con l'assunzione di ormoni che è risaputo portare dei leggeri sbalzi umorali.

Un percorso che ci aiuti a comprendere a pieno se vogliamo transitare, in che modo vogliamo farlo, fino a che punto vogliamo arrivare.

Perché non esistono standard che ci impongono chi e/o come dobbiamo essere.

Ad ogni modo, la disforia o distonia non ha un momento preciso in cui si sviluppa, nella maggior parte dei casi avviene in adolescenza dove ogni individuo esce dal " Mondo dei Bambini " per entrare nel " Mondo degli Adulti " anche scoprendo il proprio corpo e la propria natura.

Molti comunque sono i casi in cui è presente già in tenera età, più radi sono quelli in cui si sviluppa in età molto adulta, probabilmente in quest'ultimo caso ci potrebbe essere stata un po' di autocensura per i più svariati motivi.

Quando si parla di Generi ci stiamo riferendo a Maschio e Femmina, sono quelli che troviamo sui documenti, e che ci identificano fino a che non abbiamo sviluppato un'identità di Genere, che solitamente avviene durante la pubertà.

Infatti se ci pensiamo non diciamo che i bambini sono bambino uomo o bambino donna, ma ben sì maschietti e femminucce.

Quando invece si parla di Identità di Genere, stiamo parlando di come una persona sente di essere... È la vera natura, l'essenza, il modo in cui si identifica, in cui pensa, agisce e si relaziona con le altre persone, è il cuore, la mente e l'anima di quella persona.

I termini che useremo in questo caso sono Uomo e Donna, per questo infatti anche la parola Transessuale si divide in due categorie:

- Le Transessuali MTF
- I Transessuali FTM.

Nel caso delle persone MTF si tratta di DONNE nate maschio ( perché questo è il corpo con cui nascono ) ma che non sono MAI state UOMO; per questo quando si parlerà con una MTF per non offendere la sensibilità di tale persona è bene trattarla da donna e usare il LEI, perché si tratta di una persona che sta intraprendendo un percorso ( psicologico, ormonale e/o chirurgico ) per transitare dal genere Maschio al genere Femmina da qui appunto MTF ( Male to Female ).

Ritornando all'esempio dei bambini, una MTF è stata ( perché nel momento in cui si è " sviluppata " la propria identità è già una Donna e quindi non si potrebbe dire " è stato " perché si andrebbe ad offendere la persona ) un bambino maschio e questo è un dato oggettivo di fatto.

Nel caso delle persone FTM si tratta di UOMINI nati femmina ( si parla ovviamente sempre di corpo ) ma che non sono MAI stati DONNE; in questo caso quando parliamo con un FTM usiamo il LUI per non offendere la persona.


Una domanda che mi viene spesso posta è se esiste differenza tra Transessuale e Transgender, e nel

caso vi sia, quale fosse.


La risposta è ovviamente affermativa.

Esiste quindi una differenza tra transessuale e transgender.

Di cui vi ho parlato nello specifico in Trans... GENDER or SEXUAL?

Perché ho ritenuto che per cominciare è bene comprendere cosa significhi essere una persona TRANS.

Indipendentemente dalla desinenza della parola.

Perché una persona arriva a definirsi trans e soprattutto quali sono i modi corretti di approcciarsi ad una persona trans senza finire per ferire e/o mancare di rispetto alla stessa, pur non volendo, a causa di una sbagliata informazione di base che purtroppo gli stessi mezzi di informazione, imperterriti continuano a proliferare nonostante le molteplici segnalazioni da parte di tutte noi persone appartenenti al mondo LGBTQIA.

Mi piacerebbe conoscere anche il vostro pensiero, ovviamente se avete domande e/o perplessità non vi resta che scrivere un commento.


Un bacio
Shikal Michelle ツ