martedì 30 giugno 2020

UNICITÀ... La reale diversità | La Ragazza con la Sciarpa 🏳️‍🌈 I'm not proud... I am PRIDE 🏳️‍🌈

Se mi seguite, saprete già che sono sempre stata pro diversità.
E oggi, facciamo evolvere questo concetto.

Ciao a tutte anime colorate e bentornata #RainbowFamily🌈


Per me la diversità di una persona, è un valore aggiunto, un inestimabile tesoro che la persona porta dentro di sé e che può arricchire chiunque abbia voglia di confrontarsi con le diversità altrui, perché ogni persona è unica nel proprio modo d'essere, è un universo, strutturato magari in modo simile ad altri universi, ma comunque con una certa esclusività e per questo ha qualcosa da condividere con noi.

Qualcosa che, come persone, può arricchirci, farci crescere... Noi impariamo ogni volta che una persona entra nella nostra vita ( per breve o lungo tempo ), volendola mettere da un punto di vista più spirituale ogni persona che incontriamo rappresenta un lato di noi sulla quale dobbiamo lavorare.

Aleandro Baldi ( in Non Amarmi ft. Francesca Alotta ) cantava " Siamo tutti specchi, fatti per guardarci e diventare soli e vecchi " in questa frase c'è una grande verità, ossia il fatto che ogni persona è come uno specchio su cui noi possiamo osservare un lato di noi con cui poter lavorare e anche il fatto che il nostro scopo è quello di evolverci nel tempo, contemplando il fatto che potremmo perdere tutti ma mai noi stess* per cui, di base siamo sol* ma questo non dev'essere visto come un aspetto negativo, una persona deve imparare a stare da sola e sviluppare una certa indipendenza, anche per star bene con gli altri senza sviluppare il bisogno di avere per forza qualcuno, ma questo potrebbe essere un argomento che se vorrete tratteremo in maniera a sé stante. 

Ad ogni modo, tornando sul focus di questo post, il punto è proprio ciò che ho nominato prima  ossia, ciò che ho sempre definito diversità in realtà è meglio considerarla unicità.

Questo perché come vi dicevo anche in NON usare quelle parole! le parole hanno un peso e una certa frequenza vibrazionale. 
Diversità è un termine che viene usato in maniera dispregiativa, per denigrare ciò che non è conforme a quello che si pensa debba essere.

Non a caso il razzismo condanna la diversità che può essere fisica ( etnica, non ho ben capito come sarebbe meglio definirlo ), di genere o sessuale come vi ho detto in L'Omofobia NON esiste, quindi se noi possiamo evitare di usare determinate parole, perché ci sono altre che valorizzano meglio il concetto che vogliamo esprimere perché non farlo?

In unicità, c'è implicita la diversità e quindi c'è intrinseca la voglia di riappropriarsi di questo termine per dargli un valore differente da quello che ha, ma allo stesso modo ha la luce che fa risaltare le buone intenzioni e le belle vibrazioni che vogliamo esprimere con questo concetto.

Pensiamo a due frasi con lo stesso significato:

1. Sei diversa dalle altre persone, ma non in senso negativo anzi ( in questo caso ho bisogno di approfondire la frase, per spiegare cosa intendo con diversa in quanto potrebbe avere un retrogusto amaro questo termine ).

2. Sei unica come persona.
( Non ho bisogno di esprimere altro, questa frase sprigiona una serie di vibrazioni tangibili, come si suol dire è proprio di un altro livello... Non trovate? )

La cantante che amo, Laura Pausini ( per chi mi seguisse da poco e non lo sapesse, dato che la menziono ogni due per tre ) nel 2015 ha pubblicato un album dal titolo Simili 🍀.



Questo album è rappresentato da un quadrifoglio, formato da 4 impronte digitali e il concetto era che tutti abbiamo le impronte digitali, ma ognuna di esse è unica nel proprio genere ( anche tra gemelli omozigoti, aggiungo io ).
Il concetto di Simili è esattamente quello di questo post ossia che ognuno di noi è uguale e allo stesso tempo divers* da altre persone, per questo simile.

L'unicità del concetto #Simili onestamente mi fa volare. 

Grazie al mio percorso di crescita personale, sono riuscita a comprendere il mio valore come persona e per questo la mia unicità e bellezza nell'essere una persona transgender.

La mia natura è per me una benedizione, non una maledizione ( nonostante viverla abbia non poche complicazioni ).

Molte persone trans, anche dopo varie operazioni, continuano a destare la propria natura, a volerla celare come vi dicevo in Outing VS Coming Out questo avviene a causa del fatto che non c'è dietro un lavoro interiore.

La transizione è un percorso veramente arduo da affrontare e per quanto si possano desiderare certi passi  e credetemi solo chi vive una transizione sa quanto anela certi traguardi, non è detto che effettuandoli tutto si risolva.

Probabilmente ci sono delle parti di noi ( dato che viviamo scomposti in frangenti fermi in vari momenti della nostra vita, per le più svariate ragioni, anche qui se vorrete tratteremo l'argomento in modo più approfondito ) che hanno bisogno di essere elaborate e questo non lo fa nessun genere di ormone o chirurgia... 

Solo un viaggio interiore fatto come si deve, ti fa arrivare a certe mete.

E proprio parlando di transizione, concludo il post con questo pensiero.

Se è vero che ogni persona è unica nel proprio genere perché abbiamo bisogno di omologarci ad una categoria?
Siamo simili non uguali, quindi io che sono una ragazza transgender perché per essere considerata bella devo assomigliare il più possibile ad una ragazza cisgender?
Dovresti apprezzarmi per quella che sono, nella mia unicità... Altrimenti se non ti piaccio io per come sono fatta nel complesso, puoi benissimo scegliere un'altra persona.

Le ragazze transgender è risaputo avere un certo tipo di fisico ( non tutte e soprattutto non tutte allo stesso modo ) ma il fatto è, ognuna di loro non deve essere vista " sbagliata " o " poco femminile " semplicemente perché non rappresenta una donna cisgender, semplicemente perché non lo è.

È un'altra tipologia di donna.

È come se un uomo uscisse con una donna dai colori chiari e freddi ( tipicamente nordici ) ma preferisse le donne mediterranee.
Sono entrambe donne, ma hanno due fisicità diverse, dei colori, delle abitudini, una cultura differente.
Allora in questo caso non c'è una tipologia sbagliata... Sono due fazioni della stessa categoria e ognuna di esse presenta similitudini e diversità, ma questo non implica per forza il doversi omologare ( e massacrare psicologicamente e/o fisicamente per farlo ) alla categoria " dominante ".
Perdonate l'esempio binario uomo - donna ma avevo bisogno di un esempio chiaro, lo avrei potuto fare anche con due uomini o due donne ma magari sarebbe risultato più incasinato, il mio cercare di spiegare un concetto semplice.

Quindi in primis, vi prego, basta considerare le persone trans come un terzo sesso.
Non siamo meglio o peggio di... ( qui è già pronto un approfondimento che leggerete a breve ), semplicemente siamo un'altra versione di.

Con gli esempi culinari vinco a mani basse, perché se ti piace la pasta al pesto non puoi pensare di trovarci le melanzane come nella pasta alla norma... È semplice eppure sempre di pasta parliamo.

Ad ogni modo, tornando seria, onestamente amo essere una persona transgender perché ho imparato, come dicevo prima a riconoscere il mio valore come persona ( auguro ciò ad ogni persona che come me cerca se stessa nella complessità del proprio vissuto, perché comprendersi e amarsi nonostante tutto è qualcosa di impagabile ) e l'essere come sono mi permette oggi di condividere con voi, l'universo di colori che porto dentro di me.

Mi fa stare bene farlo e mi fa sentire un po' speciale quando qualcun* di voi mi dedica un po' del proprio tempo perché non è affatto scontato e non dovrebbe mai esserlo ( approfondiremo, promesso ).

Con questo concludo la prima stagione della serie I'm not proud... I am PRIDE che verrà ovviamente riaperta il prossimo Giugno.
Ma come ben sapete, certi argomenti da me vengono trattati tutto l'anno, soprattutto in relazione al fatto che tutti possiamo essere La Ragazza con la Sciarpa, in un modo tutto nostro.

Però anche La Ragazza con la Sciarpa si ferma, la rivedrete a settembre perché voglio dedicare l'estate alla rubrica Consigli Tra(ns) Amiche facendovi gli upgrade di alcuni vecchi post e vorrei anche introdurmi pian pianino al mondo ASMR perché mi affascina moltissimo, per cui proverò anche questo esperimento anche perché come vi ho scritto in Sopravvivere al Caldo Asfissiante questo metodo di rilassamento, provocando dei tingles sulla pelle sotto forma di brividini, aiuta a rinfrescarsi oltreché a rilassarsi ovviamente.


E voi anime colorate che ne pensate?
Dopo aver letto le mie parole, state pensando di evolvere il vostro concetto di diversità in unicità?
Non trovate che certe parole risuonino in maniera migliore e più valorizzante rispetto ad altre?
Se vi va, vi invito ( come sempre ) a condividere con me i vostri pensieri :)

Mi raccomando, non dimenticate di far parte della nostra #RainbowFamily🌈 interagendo con me attraverso i social, perché il contatto umano è quel battito di colore in questo mondo virtuale.

Lots of Love
Shikal Michelle 
💛 ❤️ 💜 💙 💚

lunedì 29 giugno 2020

NON usare quelle parole | Get The Look

Ciao a tutte anime colorate e bentornata #RainbowFamily🌈
Oggi vi presento il look con cui ho deciso di parlarvi del secondo argomento del pride.

#GetTheLook:  NON usare quelle parole! | La Ragazza con la Sciarpa 🏳️‍🌈 I'm not proud... I am PRIDE 🏳️‍🌈



I prodotti utilizzati sono:

EYES:
KIKO MILANO Full Coverage 2 in 1 Foundation in WB15
KIKO MILANO Beyond Limits Maxi Bronzer in 02 Active Sienna
NYX PROFESSIONAL MAKEUP Powder Blus in PB11 Taupe
KAT VON D Lock It Setting Powder in Translucent
IMAGIC PROFESSIONAL COSMETICS 12 Flash Color Case in White 010
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Sunlight
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Pride
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Life
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in SF
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Rise Up
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Harmony
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Nature
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Thrive
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Milk
GUERLAIN ( La Petite Robe Noir ) Black Lashdress Mascara in Black
DUO Brush On Striplash Adhesive in White/Clear
NO BRAND False Lashes in 3D-22


BROWS:
ANASTASIA BEVERLY HILLS DipBrow Pomade in Soft Brown
KIKO MILANO Lasting Gel Eyeliner in Black


BASE:
YVES ROCHER Trattamento Perfezionatore Effetto Blur
KIKO MILANO Full Coverage 2 in 1 Foundation in WB15
CATRICE Liquid Camouflage High Coverage Concealer in 020 Light Beige
KAT VON D Lock-It Setting Powder in Translucent


CONTOUR, HIGHLIGHTS & BLUSH:
KIKO MILANO Beyond Limits Maxi Bronzer in 02 Active Sienna
NYX PROFESSIONAL MAKEUP Powder Blus in PB11 Taupe
MAC Powder Blush in Desert Rose
KIKO MILANO ( Sparkling Holiday Fabulous Highlighter Palette ) Highlight in Ballerina


LIPS:
IMAGIC PROFESSIONAL COSMETICS 12 Flash Color Case in Black 011
MORPHE ( 25L Live in Color Artistry Palette ) Eyeshadow in Nyc


E voi anime colorate che ne pensate?
Vi piace questo make up? Questi look del pride mi hanno stremata perché me ne sono successe di tutti i colori ( giusto per restare in tema 😂 ) durante la registrazione degli stessi.
Non ho ben capito quale pianeta ci fosse in modo retrogrado, probabilmente in futuro farò un corso di astrologia per capirlo 😁 ma quando credo in un progetto, sfido ogni cosa per portarlo a termine.
Ogni look di questo pride ha per me un significato importante, dato che è legato ad un argomento di un certo valore, per cui non potevo farmi fermare in alcun modo... E non l'ho fatto 😊
Se vi va, vi invito ( come sempre ) a condividere con me i vostri pensieri :)

Non dimenticate di far parte della #RainbowFamily🌈 interagendo con me attraverso i social, perché il contatto umano è quel battito di colore in questo mondo virtuale.

Lots of Love
Shikal Michelle 
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L'Omofobia NON esiste | La Ragazza con la Sciarpa 🏳️‍🌈 I'm not proud... I am PRIDE 🏳️‍🌈

Okay… Sono certa che qualcun* di voi si starà chiedendo se sono impazzita completamente… E la risposta è ovviamente no.
E non sto nemmeno cercando di attirare l’attenzione con un titolo clickbait, se mi seguite saprete che è un concetto, che ho sempre espresso…
Ma vediamo di approfondirlo.

Ciao a tutte anime colorate e bentornata #RainbowFamily🌈

Oggi vi spiego perché, secondo me, l’omofobia non esiste o meglio perché è sbagliato definirla tale.

Partiamo dal fatto che ovviamente l’avversione e il razzismo contro le persone omosessuali, bisessuali, transgender esiste eccome, i fatti di cronaca, anche i più recenti ( purtroppo ) sono colmi di notizie che raccontano ciò.

Ma quello che contesto io è il termine omofobia.

Analizziamo la parola: omo ( dal greco): uguale e fobia ( dal greco ): paura.
Letteralmente quindi paura di due elementi che sono uguali tra di loro.

Quindi il fatto che due uomini o due donne intraprendano una relazione o abbiano un rapporto sessuale, perché non possiamo legare tutto all’amore, se le persone sono entrambe adulte e consenzienti devono essere libere di vivere la propria sessualità come meglio desiderano… Il peccato di sodomia nel 2020 è già bello che superato… Non credete?

Ad ogni modo, tutto questo in che modo scatenerebbe paura?
Paura per cosa poi se tu non fai parte di quel contesto?

È una cosa che, come si suol dire, non mi è mai andata giù perché lo sapete, sono una persona precisa e soprattutto in situazioni come questa che hanno bisogno di estrema chiarezza e semplicità.

Quella che viene dunque definita come omofobia, in realtà è pura avversione, puro razzismo derivato da ignoranza e cattiveria.

Anche in questo caso, cattiveria, perché le persone sono cattive? Qualcun* direbbe che lo sono per natura, secondo me no, come vi raccontavo in I lividi che non riesci a vedere c’è una motivazione che porta le persone ad attuare certi comportamenti. Ma non mi dilungo in questo perché voglio focalizzarmi sulla parte lesa della questione.

E le parti lese qui sono due… Chi fa parte della categoria LGBTQ+ che vede giustificare una o più aggressioni ( verbali e/o fisiche ) ricevute perché “ quella persona ha paura “ e l’altra parte sono tutte quelle persone che con la fobia ci hanno a che fare veramente con disturbi e patologie che non portano di certo a vessare ( verbalmente e/o fisicamente ) un’altra persona.

Definire l’ignoranza e la cattiveria che porta certi individui a fare del male agli esponenti della comunità LGBTQ+ è un insulto e uno schiaffo morale alle categorie sopracitate e io NON CI STO!

Capisco che il termine venga usato per far comprendere cosa avviene, ma per favore, coniamo un altro termine… ma smettiamo di chiamare questa una fobia… perché non lo è.

Le uniche persone che potrebbero avere una reale fobia, sono tutte quelle che hanno timore di scoprirsi omosessuale e per questo rifiutando la realtà manifestando il loro disagio interiore con una reazione violenta.

Questa sì che potrebbe essere definita omofobia, ma credo che potrebbe rientrare nei disturbi dissociativi.

Ma chi invece è convinto del ruolo che ricopre nelle lenzuola del proprio letto, non ha affatto paura… È semplicemente circuito da una serie di ignoranza diffusa nel tempo, che porta queste persone ad avere delle assurde convinzioni intrinseche che saranno difficili da correggere, semplicemente perché le persone stesse non avranno voglia di farlo, ma difficile vi ricordo che non è sinonimo di impossibile.

Da oggi quindi smetterò di utilizzare la parola omofo/trans/bifobia perché le fobie, quelle vere, purtroppo sono altre.

Anche perché qualsiasi persona può attuare un comportamento omofobico, non solo per forza un omofob* incallit*, paradossalmente anche un omosessuale stesso… Intendo una persona dichiaratamente omosesssuale, non solo l’esempio che abbiamo vista prima di chi ripudia la propria sessualità, per cui se una persona che è felice di essere omosessuale, può volente o nolente avere un comportamento omofobico o transfobico ( dipende con chi si rapporta ), come fa ad avere paura di ciò che é?

Capite, perché questa parola non ha senso di esistere così com’è? NON HA SENSO!

Potremmo definire ciò come razzismo di genere ( nei confronti delle persone transgender ) o razzismo sessuale ( per quanto riguarda le sessualità differenti dalla eterosessualità ).

In fondo la parola razzismo racchiude ( purtroppo per chi lo subisce ) in sé discriminazione, violenza, soprusi, ingiurie, ignoranza e tanta cattiveria… 

Il razzismo etnico o forse sarebbe meglio dire culturale ( anche se in realtà culturale non è esatto perché ci sono, nel caso dell'Italia, neri afroitaliani di seconda o terza generazione che sono nati e che vivono in Italia, che magari non conoscono la cultura del paese dei propri genitori e/o nonni per cui la loro cultura è italiana ) o meglio ancora epidermico / fisico ( perché purtroppo si viene discriminati per colore della pelle e caratteristiche fisiche tipo forma degli occhi o colore dei capelli ) non è poi così lontano da quello di genere o sessuale… Ecco perché nonostante io non sia nera, sia così incallita nella lotta a questa enorme piaga sociale.

Perché da persona posso capire cosa succede ad un’altra persona quando viene usato ciò che è parte di chi sei, per farti del male.

Sempre mettendo in chiaro la premessa fatta in NON usare quelle parole e il discorso fatto sulle emozioni di chi vive una situazione sulla propria pelle che non sarà uguale a chi non la vive, sebbene possa comunque supportare la causa.

Non voglio dilungarmi oltre perché il concetto è chiaro, l’omoFOBIA non esiste… Esiste il razzismo di genere, il razzismo sessuale perché non è paura sono cattiveria e ignoranza le forze motrici di certe azioni ignobili.

Questo è un concetto che attraverso le caption del 17 Maggio Giornata Internazionale contro l’Omotransbifobia ( è la definizione mondiale, devo definirla tale solo per convenzione ) e del 20 Novembre Giornata Internazionale della Memoria Transgender, delle mie foto Instagram esprimo da anni.

Finalmente oggi, grazie alla mia rubrica La Ragazza con la Sciarpa, riesco ad esprimere a pieno questo concetto… 
Mi sento un po’ più leggera… 
E lo sarò ancora di più quando ci sarà una maggiore tutela per chi subisce questi atti di violenza fisica, verbale e psicologica… E quando giornate come il 17 Maggio e il 20 Novembre saranno il ricordo di un’epoca in cui non eravamo liberi di essere pienamente noi stess* nel pieno rispetto di tutte le altre persone… Ma questa, come si suol dire è realmente un’altra storia.

E voi anime colorate che ne pensate?
È un po’ difficile per me aprirmi al dibattito in questa questione, non perché non accetti la par condicio ma semplicemente perché è un concetto che ho maturato parecchio negli anni, ma nonostante questo sapete che mi piace conoscere le opinioni di chi ha voglia di confrontarsi con me in maniera educata e rispettosa… Per cui, se vi va raccontatemi i vostri pensieri.

Mi raccomando, non dimenticate di far parte della nostra #RainbowFamily🌈 interagendo con me attraverso i social, perché il contatto umano è quel battito di colore in questo mondo virtuale.
Lots of Love
Shikal Michelle 
💛 ❤️ 💜 💙 💚 

domenica 28 giugno 2020

Cose da NON chiedere ad una ragazza TRANSGENDER | La Ragazza con la Sciarpa 🏳️‍🌈 I'm not proud... I am PRIDE 🏳️‍🌈

Non molti di voi sapranno, che nel 2018 sono stata contattata dall'Endemol per partecipare ad un programma che è andato in onda su Real Time...
Cose da non chiedere
Ciao a tutte anime colorate e bentornata #RainbowFamily🌈


Come dicevo appunto, mi hanno chiesto se volessi partecipare a questo programma... Alla quale non ho partecipato non perché non mi interessasse dato che il format era molto carino, semplicemente perché sarei dovuta andare a Roma, soggiornarci almeno una notte a carico mio e non era previsto nemmeno un rimborso spese, ho preferito lasciare il posto a chi ha potuto farlo.

Ero anche stata contattata uno o due anni prima per i casting del grande fratello, ma questa è un'altra storia.

Ad ogni modo, il programma Cose da non chiedere verteva sul mettere in luce comunità di persone sulle quali vertono dei pregiudizi come i nani, i rom, i disabili, gli immigrati, persone con sindrome di down, obesi e ovviamente persone transgender... Categoria alla quale avrei preso parte.

Oggi però, sono qui a rispondere alle stesse domande che sono state poste alle persone intervistate e a mettere alcuni puntini sulle i.

Online ho trovato due video ( che potete vedere cliccando QUI e anche QUI ), con domande differenti è probabile che la puntata sia stata frammentata a metà, per questo non so se le domande saranno in ordine cronologico... Io comunque parto.


1. Che cos'è un* trans?
Una persona transgender è una persona, innanzitutto, che si accorge di avere una disconnessione tra genere ( il corpo in cui abita ) e identità di genere ( cervello ).
Avendo questa che viene definita, disforia di genere ( che non è una malattia mentale, dato che nel 2019 l'OSM finalmente è stata rimossa da questa categoria ), una persona può intraprendere un percorso di transizione da un genere ad un altro.
I generi che cambiano sono maschio e femmina, non uomo e donna ( quelle sono le identità di genere ).
Per chi volesse approfondire ho trattato l'argomento in TRANS.

Comunque più filosoficamente potrei dirvi che una persona transgender è una persona che si ama talmente tanto, da rivoluzionare se stessa per arrivare alla propria vera essenza.

Prima di passare alla prossima domanda, fatemi aprire una piccola parentesi perché Moira, la trans bionda con le ciocche fucsia dice ( cito testualmente ) " le donne facciamole fare alle donne, noi siamo solo ed esclusivamente trans, sempre e comunque ), su questo argomento ho dedicato il post UNICITÀ... La reale diversità, in cui  dissento da ciò che ha detto, soprattutto per il messaggio che è passato che richiama molto un concetto un po' arretrato di trans.


2. Qual è il tuo nome sulla carta d'identità?
Il mio nome sulla carta d'identità attualmente a Giugno 2020 è ancora purtroppo un nome al maschile, in quanto in Italia non è possibile avviare le pratiche, per la rettifica anagrafica se non si inizia una terapia ormonale.
Quanto per quanto riguarda la Lombardia, che come mi conferma chi lavora all'interno della regione, le pratiche sono le più lunghe d'Italia.
Yuppiiiiiii 😅😒🤦🏼‍♀️

Il mio nome ( da trans ) ossia il mio reale nome è Shikal Michelle.
Ho mantenuto il doppio nome perché in famiglia, lo abbiamo tutti, anche il cane 😁 è una tradizione che mi ha madre ha avviato e che io ho voluto portare avanti.
Poi mi ha tolto dall'empasse di doverne scegliere uno solo ahahahahahahahaha 😂
Ad ogni modo Shikal è un nome che ho coniato io, durante un percorso spirtuale e che è nato proprio per rappresentarmi a pieno, col senno di poi vi dico che in maniera latente c'era la voglia di appartenenza ad un nome che non fosse quello maschile.
Michelle invece è il modo in cui storpiavano il mio nome per fare bullismo e razzismo di genere ( omofobia, giusto per intenderci ma ricordate che l'Omofobia non esiste ) e quindi come dicevo in NON usare quelle parole, me ne sono riappropriata esorcizzando tutto il male che degli ignoranti avevano intriso sopra questo splendente nome.

PS. Soprattutto rivolto ai ragazzi che si approcciano a noi MTF, ma in generale ( poi anche qui farò un post dedicato ) ma evitate domande come " Qual è il tuo vero nome? ".
Questo denota il fatto che è come se noi stessimo interpretando un personaggio.
Non è così. Noi stiamo vivendo la nostra vera vita.
Il nostro vero nome è quello che ci siamo scelt*.
Al massimo la domanda potrebbe essere " Qual è il tuo nome al maschile ( per le MTF ) / al femminile ( per gli FTM ) " ma questa è una domanda che NON andrebbe fatta, perché la curiosità morbosa, soprattutto se non hai una grande confidenza con la persona alla quale la poni, non ti serve per conoscere la persona, nel qui ed ora!


3. Com'è essere stata sia uomo che donna?
Biiiiiiiiitch! Un secondo, ho bisogno di un goccio d'acqua.
Ok, dopo essermi reidratata, mi tocca rimandarvi allo stesso post che ho citato prima, ossia TRANS questo perché é fondamentale, comprendere la differenza tra identità di genere e genere fisico.
Le persone transgender binarie ( quindi escludiamo agender, non binari, genderfluid e chi altro mi dimentico? ) non cambiano identità ( uomo - donna ) di genere ma genere ( maschio - femmina ).
Per questo non sono state sia uomo che donna, sono sempre state o uomo o donna ma in un corpo in cui non c'è concordanza tra identità di genere e genere e per questo c'è disforia.

Ad ogni modo essere come sono mi ha permesso di dare un senso alla mia vita... Essere trans per me è una benedizione perché sono unica nel mio genere come vi ho spiegato in UNICITÀ... La reale diversià!

Per quanto riguarda il programma mi piace cosa dice Simona, la ragazza con i capelli grigi ( di nuovo riporto testualmente ): " Quello che veramente cambia è il corpo, perché le anime sono quelle secondo me "... Ben, detto ragazza.. Approvo a pieno 😊

Qui termina la prima parte e procede con la seconda...


4. Non ti sembra un capriccio? Non potevi essere gay e basta?
Qui esco un attimo da clima leggero ma serio con la quale rispondo alle domande perché è un argomento che può essere molto delicato.
Avete presente la canzone " If I where a boy " di Beyonce? Penso sia stata un po' il cruccio di molte persone transgender all'inizio della transizione, quando gli ostacoli sono ad ogni passo.

Essere gay e basta, soprattutto nel caso degli uomini, sarebbe stato molto più semplice da un certo punto di vista.

Ma le persone transgender non solo la versione evoluta delle persone omossesuali.

L'omosessualità è una sessualità ( preferenza sessuale e affettiva ).

L'essere transgender è una disforia di genere ( non avere un legame tra chi sei e la fisicità che il tuo corpo rappresenta per le caratteristiche fisiche che ha ).

Sono due cose differenti ma non per forza scisse perché anche le persone transgender hanno la propria sessualità e che non è per forza quella che ci si può aspettare, in base al fatto che una persona transizioni da maschio a femmina o viceversa.

In questo caso invece, per quanto riguarda le risposte date da chi ha partecipato al programma, sono d'accordo con Moira quando dice ( cfr. ) " Essere se stessi non è un capriccio " e con Simona ( cfr. ) " Non è un capriccio, è una necessità ".
Christopher ( il ragazzo con la camicia viola ) spiega infatti che non è semplice il cambio anche in fase di terapia ormonale, per cui per chi pensa che sia una scelta, può capire che non essendo autolesionisti, non facciamo nessuna scelta ( ma indovinate? Anche qui arriverà un post dedicato, lo so che è un continuo rimandarvi a... Ma credo che certi argomenti abbiano necessità di essere ampliati e che abbiano uno spazio dedicato per essere compresi a pieno ).
Assolutamente ben detto!


5. Quanto costa cambiare sesso?
La risposta è TROPPO!
Io, purtroppo, non ho ancora rifatto nulla a livello estetico, se non rimosso i peli superflui sul viso con il laser.
Ci ho messo tre anni, anche perché in realtà per due anni sono andata in una nota catena di centri estetici, in cui però era presente anche il dermatologo, ma avevano un macchinario vecchio e quindi sì ho avevo cominciato a risolvere ma non riuscivo ad ultimare.

Cosa che invece ho fatto nel centro in cui sono andata successivamente.

Tra l'altro se vi interessa potrei fare un post dedicato all'epilazione " permanente " perché anche qui sono successi dei disastri, dalla quale vorrei mettervi in guardia.
Fatemi sapere :)

Ad ogni modo la terapia ormonale ha un certo costo che va sostenuto " a vita ".
Tutte le operazioni chirurgiche sono a carico di chi le vuole effettuare, ad eccezione della mastoplastica additiva, che in una regione italiana ( mi sembra in Emilia Romagna, ma non ne sono certa ) è mutuabile e lo stesso vale per la riconversione chiurgica, che è possibile sostenere con il servizio sanitario nazionale mettendosi in lista e affidandosi alle tecniche che conosciute dai medici italiani.

Ci sono persone che ad un certo punto fanno il finanziamento per una casa.

Noi lo facciamo per essere come vorremmo e poi anche per un casa se non vogliamo dormire sotto i ponti.

Ora non dico che lo stato debba fornire tutto gratuitamente, ma almeno gli ormoni o quanto meno la mastoplastica addittiva ( per chi vuole effettuarla ).

Un po' come gli assorbenti per le donne cisgender.
Io non ho le mestruazioni, ma a parer mio dovrebbero gratis o quanto meno essere soggetti alle varie esenzioni.
Avere il ciclo mestruale non è un vizio, è un'esigenza fisica.

Passo alla prossima domanda perché qui se no, parte un comizio di un'ora... Evitiamo!


6. Com'è il sesso dopo la transizione?
Stendo un velo pietoso su ciò che ha detto Moira perché esprime sempre dei concetti così retrogradi e svilenti.
Per quanto mi riguarda vorrei potervi dire com'è il sesso dopo la riassegnazione chirurgica ma purtroppo non è ancora giunto questo giorno.
Per quanto invece riguarda il sesso in generale io mi sono sempre sentita molto libera e ho avuto sempre persone, sia pre che post transizione, che mi hanno fatta sentire a mio agio, un fattore per me imprescindibile.

In particolare, mi sono sentita completamente a mio agio ( perché con le altre persone c'era comunque una " riserva " di pudore ) con una persona, che è stata presente negli ultimi anni... Ve ne ho anche parlato in Grazie perché..., in inglese credo che il termine risulti meno grezzo, si tratta di friend with benefits. 

Però in generale, proprio perché ho sempre cercato la tranquillità mentale, la complicità con l'altra persona, una certa conoscenza e confidenza, nonostante ci sia questa parte del mio corpo che detesto o che comunque sento estranea seppur, purtroppo, facente parte della mia fisicità, ecco non ho mai vissuto il sesso con disarmonia o emozioni negative.
Una gioia ogni tanto, non la disdegniamo.

Finalmente ho dato una degna risposta a queste domande che secondo me, erano state trattate in un modo non completamente esatto, soprattutto per le risposte di una partecipante in particolare.
Credevo che questo post, a differenza degli scorsi sul pride fosse più leggero e in parte lo è stato, ma quando si parla di determinate tematiche è purtroppo impossibile trattare l'argomento con lo stesso mood in cui vi parlo dei prodotti TOP e FLOP, che per quanto comunque sia seria perché non voglio dare aspettative sbagliate sui prodotti e quindi su ipotetici soldi che una persona potrebbe spendere, però insomma sono serietà differenti mettiamola così.


E voi anime colorate conoscevate le informazioni che ho dato in queste risposte ( magari perché leggete il mio blog da anni ) oppure sono novità?
Pensavate mai che una persona transgender, dovesse spendere tanti soldi per potersi sentire a proprio agio?
O credevate che fosse tutto più semplice?
Se vi va, vi invito ( come sempre ) a condividere con me i vostri pensieri :)

M raccomando, non dimenticate di far parte della nostra #RainbowFamily🌈 interagendo con me attraverso i social, perché il contatto umano è quel battito di colore in questo mondo virtuale.

Lots of Love
Shikal Michelle 
💛 ❤️ 💜 💙 💚 

sabato 27 giugno 2020

NON usare quelle parole! | La Ragazza con la Sciarpa 🏳️‍🌈 I'm not proud... I am PRIDE 🏳️‍🌈

Parlare di questo argomento non è semplice, dato che ci sono diverse cose da dire e diversi aspetti da considerare… Provo partendo dal fatto che ci sono alcune persone che si sentono legittimate ad usare certi termini e io a tal proposito dico… NON usare quelle parole!

Ciao a tutte anime colorate e bentornata #RainbowFamily🌈

Oggi parliamo di alcuni termini o meglio del perché queste parole non debbano essere usate da NESSUN*.

Ma prima di dire qualunaue cosa voglio fare una premessa importante.


Ciò che dirò lo cerco di fare nel pieno rispetto dei sentimenti di tutti, senza voler minimizzare il sentire di nessun* anzi, sarà a favore del fatto che per me le persone sono persone.

Qualunque possibile etichetta: sessualità, colore della pelle, cultura, abitudini, identità di genere, qualunque cosa ci possa differenziare o meglio, rendere unici, per me " si annulla " o meglio è sì un valore aggiunto, ma non un ostacolo perché per me in primis le persone sono persone e noi dovremmo supportarci in quanto persone.

Questo, per me, è importantissimo perché parte tutto da qui.

È ciò in cui io credo fortemente.

Al di là del corpo in cui abitiamo, siamo " anime " / coscienze con un vissuto, con sentimenti, delle emozioni, dei pensieri e tutto ciò lo avremmo in qualsiasi corpo, che sia di pelle nera, con un taglia differente da quella che impone la società, o un corpo come il mio che intraprende un percorso di transizione, perché in fondo, nella nostra intima essenza, non siamo altro che... Persone!

Detto ciò mi inoltro realmente nell'argomento di cui voglio parlare.

Tornando a ciò che ho detto prima di questa importante premessa, mi riferivo a parole o meglio insulti come fr***o, fin*****o, ri******e ( mi viene la pelle d’oca anche solo a scriverle censurate certe parole, dato il ristagno emotivo che esprimono ) disponibili in tutte le declinazioni e trasmutazioni dialettali.

Onestamente credo che usare certi termini offensivi per scherzare ( parlo di persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ ) dia la possibilità a certi idioti di usare queste stesse parole, non per forza come offesa, ma anche solo nel pour parler, con la scusa del “ ma anche loro le usano “ e se provi a far loro presente che loro ( persone non appartenenti alla comunità LGBTQ+ ) non possono usarle, immediatamente scatta la frase “ Beh, allora non lamentatevi quando siete i primi che si ghettizzano da soli “.
🤦‍♀️ 
Okay… Faccio un respiro profondo e vado avanti, anche perché quando ci troviamo di fronte ad un persona che risponde in questo modo, è possibile che non sia obbligatoriamente una persona cattiva o che lo dica per ferire, si tratta semplicemente di ignoranza.

In questo caso possiamo cercare di far comprendere come l’utilizzo di una stessa parola da parte di due persone che vivono due realtà di vita completamente differenti possa cambiarne il significato.

Esattamente come potrebbe fare la black community con la #nword, ci si riappropria di certi termini per cercare di privarli del significato di scherno, violenza, cattiveria, ignoranza e odio di cui sono intrinsechi.

Si cerca di dar loro una nuova connotazione usandoli in modi differenti… Un omosessuale che dice all’amico omosessuale ( o altr* esponente della comunità LGBTQ+ ) la parola finocchietto ( la scrivo per intera semplicemente perché è un ortaggio ) non lo dirà MAI ( e lo ribadisco a lettere cubitali M A I e questo purtroppo non è opinabile ) con lo stesso tono con cui lo potrebbe dire un etero.

Questo non vuol essere un volersi ghettizzare o volere avere la proprietà esclusiva di certi termini… Semplicemente ci sono persone che vivono realtà diverse, questo è quanto.

Io stessa mi sono appropriata del modo in cui mi schernivano, storpiando il mio nome ( al maschile ) e ho esorcizzato tutto lo schifo ricevuto inserendolo in uno dei miei due nomi, portandolo con fierezza e orgoglio.

Non è stato semplice, anzi all’inizio era anche doloroso quando sentivo che le persone mi chiamavano così, eppure lo avevo scelto io… C’era tuttavia un passaggio da fare e infatti il valore che ha per me è strettamente collegato al valore che ho imparato a riconoscermi, oggi in entrambi i miei nomi ( ognuno a modo proprio ) vedo una meravigliosa luce… 

Scusate, io sono abituata a cercare di vedere sempre il positivo nelle situazioni per cui mi dilungo sempre negli aspetti più benevoli delle dinamiche, ma oggi affronto un argomento che invece è importante comprendere proprio per le ombre che porta con sé.

Tornando a quello che dicevo prima, se alcune persone non riescono a comprendere che c’è un’abissale diversità nelle parole in base a chi le usa, non vogliamo togliere la possibilità a certi ignoranti di aggrapparsi a certi specchi? Io credo sia il caso!

Inoltre il nostro vocabolario è così ricco di parole, dobbiamo per forza usare quelle?

Personalmente mi fanno ribrezzo, non scherzo mi danno proprio la pelle d’oca… Non perché siano ancora collegate ad un vissuto doloroso e quindi attivino una parte di me dolorante e non perché siano ricordi lontani nel tempo... Mi hanno chiamata fr***o, ed è avvenuto a transizione iniziata.

Lo ricordo come fosse adesso perché purtroppo ero andata ad una veglia funebre di un caro amico di famiglia e ad un certo punto ho avuto l’esigenza di effettuare una chiamata, per cui per non disturbare mi sono allontanata e posizionata sulla pista ciclabile vicino all’abitazione.
Una macchina percorrendo la ( lunga ) via che la costeggiava, passando mi ha urlato o fr***o o ri******e.
Ovviamente, dev’essere stato qualcuno che mi ha riconosciuta e che non ha avuto nemmeno il coraggio di fermarsi e dirmelo in faccia, perché sono sfrecciati con la macchina… Questa per esempio non è omofobia… È pura cattiveria.

A parte questo vi dicevo, queste parole mi fanno ribrezzo perché, hanno proprio un basso livello vibrazionale, sono rifiuti emotivi certe parole… Non producono nulla di buono.

Paradossalmente usare certe parole con la quale sono stata denigrata per anni, mi sembra come andare a letto con il bullo che mi ha tratta di m***a quando ero un ragazzo ma adesso che sono una ragazza, magari operata ci prova… Io posso perdonare, accettare le scuse e lasciare andare ma la mia dignità non mi porterà mai nel letto di una persona del genere… Manco fosse l’ultima possibilità al mondo!

Certe parole non diventano migliori perché cambiano le situazioni… Rimangono comunque parole di infimo livello.

Ovviamente io mi focalizzo sulla parte LGBTQ+ della storia, ma come dicevo prima, vale la stessa cosa per parole come la nword o termini legati per esempio al peso!
Mi danno fastidio allo stesso modo… 

Quando una mia amica dice “ sono grassa “ credetemi mi urta e le chiedo sempre di usare altri termini… Perché mi da fastidio!

Non sono nera, non sono ( né sono stata ) obesa ma sono una persona che è stata discriminata e comprendo quanto la discriminazione possa ferire.

Ognuna a proprio modo, ovviamente perché non oserei dire mai che le mie emozioni siano le stesse di una persona nera che viene ferita dalla n word, semplicemente perché ho " il privilegio " di essere bianca ( un privilegio che non mi sono scelta, né tantomeno meritata ) quindi non potrò capire cosa voglia dire essere presa in giro per il colore della propria pelle, così come una persona cisgender non saprà mai cosa voglia dire camminare per strada e avere continuamente gli occhi puntati addosso con la gente che cerca di capire se appartieni a un genere piuttosto che ad un altro, interpellando chi hanno vicino con " celate " ( che in realtà si vedono eccome ) gomitate... Semplicemente perché non vivono questa condizione.

Tuttavia, proprio per ciò che ho detto prima ossia che in fondo siamo tutte persone possiamo sicuramente empatizzare i sentimenti e le emozioni di un'altra persona e metterci a disposizione di quella persona, in quanto persone.

Purtroppo non posso farlo perché sarebbe black face, ma soprattutto in questo periodo storico mi sarebbe piaciuto dipingermi dalla testa ai piedi di nero, proprio come a dire se tu prendi in giro quella persona per il suo colore della pelle allora prendi in giro anche a me.
NON per pena, ma sostegno!
Per far comprendere che non c'è una razza superiore e una razza inferiore, siamo tutti allo stesso livello ( o quasi, ma in questo caso sono la testa, l'anima a determinare la superiorità di una persona ) siamo tutte persone, semplicemente.

Non posso ahimè farlo, perché questo gesto ferirebbe le persone nere che per anni sono state discriminate e derise con questa pratica orrenda, ma a mio modo posso comunque supportare la causa informandomi e cercando di creare una cultura con le persone che mi stanno vicine nel mio quotidiano... Una cosa molto banale è stata quella di indossare una maglietta nera in tutti e cinque i look del pride, proprio a sostegno di questo.

Posso non far parte di alcune comunità ma possono comprendere da persona come ci siano delle dinamiche che feriscono, altre persone!

Pensate che mi sono permessa di fare " il cazziatone " ( in realtà chiedere in maniera molto infastidita ) ad un ragazzo nero con cui mi sentivo ( anni fa ) perché continuava a dire la n word.

Per carità, so che non usava questo termine con cattiveria, anzi e soprattutto in quanto nero poteva anche essere legittimato ad usarla per riappropriazione culturale, ma sinceramente per me è come sentire le unghie su una lavagna.

Ecco, ci sono delle parole che mi infastidiscono allo stesso modo, perché sono putride.

Concludo questo secondo argomento legato in particolar modo al pride, nella mia personale trasmutazione I’m not proud… I am PRIDE! dicendo che ovviamente, ogni persona nel proprio privato può dire ciò che vuole ( anche se come vi ho spiegato in Forma Mentis, reiterare un comportamento positivo ci porta ad instillare abitudini positive… E non fa mai male ), ma i social non sono un posto privato.

Mi spiego meglio, ogni persona è libera di condividere ciò che vuole perché è “ di proprietà “ di quella persona, ma se soprattutto se siete esponenti della comunità LGBTQ+ non dovreste usare pubblicamente quelle parole, perché hai una certa risonanza e volente o nolente qualcun* carpirà in esse la libertà di poterle usare a proprio piacimento.

Io ho smesso di seguire un esponente della comunità LGBTQ+ perché di recente ha usato una parola e continuava a rispondere dicendo “ Noi possiamo “… Sì, potrebbe anche essere vero ma perché non farlo privatamente se la persona con chi l’hai fatto è un tuo amico? Non cito la persona semplicemente perché come sapete non parlo di persone ma solo di comportamenti, ovviamente non ho nulla contro questa persona, ma non mi va di seguire qualcun* che la pensa in un modo diverso dal mio in un argomento così delicato.

Poi chissà magari conoscendo la persona, potrebbe essere la migliore che incontrerò in questa vita, sapete che non mi fossilizzo mai sulle apparenze, però onestamente io sono dell’idea che certe parole dovrebbe cadere nel disuso più totale, come ho scritto in un commento su questo video di Loretta.
  

E voi anime colorate pensate che certe parole siano più legittimamente se chi le usa fa parte della categoria discriminate?
O come me preferireste che nessun* le usasse così non si porrebbe il problema alla base?
Ci sono delle parole che hanno usato per offendervi, parole per cui ci siete stat* male… Le usereste per scherzare con una persona amica?
Vi invito, se volete, a condividere con me i vostri pensieri :)

Mi raccomando, non dimenticate di far parte della nostra #RainbowFamily🌈 interagendo con me attraverso i social, perché il contatto umano è quel battito di colore in questo mondo virtuale.
Lots of Love
Shikal Michelle 
💛 ❤️ 💜 💙 💚