lunedì 29 giugno 2020

L'Omofobia NON esiste | La Ragazza con la Sciarpa 🏳️‍🌈 I'm not proud... I am PRIDE 🏳️‍🌈

Okay… Sono certa che qualcun* di voi si starà chiedendo se sono impazzita completamente… E la risposta è ovviamente no.
E non sto nemmeno cercando di attirare l’attenzione con un titolo clickbait, se mi seguite saprete che è un concetto, che ho sempre espresso…
Ma vediamo di approfondirlo.

Ciao a tutte anime colorate e bentornata #RainbowFamily🌈

Oggi vi spiego perché, secondo me, l’omofobia non esiste o meglio perché è sbagliato definirla tale.

Partiamo dal fatto che ovviamente l’avversione e il razzismo contro le persone omosessuali, bisessuali, transgender esiste eccome, i fatti di cronaca, anche i più recenti ( purtroppo ) sono colmi di notizie che raccontano ciò.

Ma quello che contesto io è il termine omofobia.

Analizziamo la parola: omo ( dal greco): uguale e fobia ( dal greco ): paura.
Letteralmente quindi paura di due elementi che sono uguali tra di loro.

Quindi il fatto che due uomini o due donne intraprendano una relazione o abbiano un rapporto sessuale, perché non possiamo legare tutto all’amore, se le persone sono entrambe adulte e consenzienti devono essere libere di vivere la propria sessualità come meglio desiderano… Il peccato di sodomia nel 2020 è già bello che superato… Non credete?

Ad ogni modo, tutto questo in che modo scatenerebbe paura?
Paura per cosa poi se tu non fai parte di quel contesto?

È una cosa che, come si suol dire, non mi è mai andata giù perché lo sapete, sono una persona precisa e soprattutto in situazioni come questa che hanno bisogno di estrema chiarezza e semplicità.

Quella che viene dunque definita come omofobia, in realtà è pura avversione, puro razzismo derivato da ignoranza e cattiveria.

Anche in questo caso, cattiveria, perché le persone sono cattive? Qualcun* direbbe che lo sono per natura, secondo me no, come vi raccontavo in I lividi che non riesci a vedere c’è una motivazione che porta le persone ad attuare certi comportamenti. Ma non mi dilungo in questo perché voglio focalizzarmi sulla parte lesa della questione.

E le parti lese qui sono due… Chi fa parte della categoria LGBTQ+ che vede giustificare una o più aggressioni ( verbali e/o fisiche ) ricevute perché “ quella persona ha paura “ e l’altra parte sono tutte quelle persone che con la fobia ci hanno a che fare veramente con disturbi e patologie che non portano di certo a vessare ( verbalmente e/o fisicamente ) un’altra persona.

Definire l’ignoranza e la cattiveria che porta certi individui a fare del male agli esponenti della comunità LGBTQ+ è un insulto e uno schiaffo morale alle categorie sopracitate e io NON CI STO!

Capisco che il termine venga usato per far comprendere cosa avviene, ma per favore, coniamo un altro termine… ma smettiamo di chiamare questa una fobia… perché non lo è.

Le uniche persone che potrebbero avere una reale fobia, sono tutte quelle che hanno timore di scoprirsi omosessuale e per questo rifiutando la realtà manifestando il loro disagio interiore con una reazione violenta.

Questa sì che potrebbe essere definita omofobia, ma credo che potrebbe rientrare nei disturbi dissociativi.

Ma chi invece è convinto del ruolo che ricopre nelle lenzuola del proprio letto, non ha affatto paura… È semplicemente circuito da una serie di ignoranza diffusa nel tempo, che porta queste persone ad avere delle assurde convinzioni intrinseche che saranno difficili da correggere, semplicemente perché le persone stesse non avranno voglia di farlo, ma difficile vi ricordo che non è sinonimo di impossibile.

Da oggi quindi smetterò di utilizzare la parola omofo/trans/bifobia perché le fobie, quelle vere, purtroppo sono altre.

Anche perché qualsiasi persona può attuare un comportamento omofobico, non solo per forza un omofob* incallit*, paradossalmente anche un omosessuale stesso… Intendo una persona dichiaratamente omosesssuale, non solo l’esempio che abbiamo vista prima di chi ripudia la propria sessualità, per cui se una persona che è felice di essere omosessuale, può volente o nolente avere un comportamento omofobico o transfobico ( dipende con chi si rapporta ), come fa ad avere paura di ciò che é?

Capite, perché questa parola non ha senso di esistere così com’è? NON HA SENSO!

Potremmo definire ciò come razzismo di genere ( nei confronti delle persone transgender ) o razzismo sessuale ( per quanto riguarda le sessualità differenti dalla eterosessualità ).

In fondo la parola razzismo racchiude ( purtroppo per chi lo subisce ) in sé discriminazione, violenza, soprusi, ingiurie, ignoranza e tanta cattiveria… 

Il razzismo etnico o forse sarebbe meglio dire culturale ( anche se in realtà culturale non è esatto perché ci sono, nel caso dell'Italia, neri afroitaliani di seconda o terza generazione che sono nati e che vivono in Italia, che magari non conoscono la cultura del paese dei propri genitori e/o nonni per cui la loro cultura è italiana ) o meglio ancora epidermico / fisico ( perché purtroppo si viene discriminati per colore della pelle e caratteristiche fisiche tipo forma degli occhi o colore dei capelli ) non è poi così lontano da quello di genere o sessuale… Ecco perché nonostante io non sia nera, sia così incallita nella lotta a questa enorme piaga sociale.

Perché da persona posso capire cosa succede ad un’altra persona quando viene usato ciò che è parte di chi sei, per farti del male.

Sempre mettendo in chiaro la premessa fatta in NON usare quelle parole e il discorso fatto sulle emozioni di chi vive una situazione sulla propria pelle che non sarà uguale a chi non la vive, sebbene possa comunque supportare la causa.

Non voglio dilungarmi oltre perché il concetto è chiaro, l’omoFOBIA non esiste… Esiste il razzismo di genere, il razzismo sessuale perché non è paura sono cattiveria e ignoranza le forze motrici di certe azioni ignobili.

Questo è un concetto che attraverso le caption del 17 Maggio Giornata Internazionale contro l’Omotransbifobia ( è la definizione mondiale, devo definirla tale solo per convenzione ) e del 20 Novembre Giornata Internazionale della Memoria Transgender, delle mie foto Instagram esprimo da anni.

Finalmente oggi, grazie alla mia rubrica La Ragazza con la Sciarpa, riesco ad esprimere a pieno questo concetto… 
Mi sento un po’ più leggera… 
E lo sarò ancora di più quando ci sarà una maggiore tutela per chi subisce questi atti di violenza fisica, verbale e psicologica… E quando giornate come il 17 Maggio e il 20 Novembre saranno il ricordo di un’epoca in cui non eravamo liberi di essere pienamente noi stess* nel pieno rispetto di tutte le altre persone… Ma questa, come si suol dire è realmente un’altra storia.

E voi anime colorate che ne pensate?
È un po’ difficile per me aprirmi al dibattito in questa questione, non perché non accetti la par condicio ma semplicemente perché è un concetto che ho maturato parecchio negli anni, ma nonostante questo sapete che mi piace conoscere le opinioni di chi ha voglia di confrontarsi con me in maniera educata e rispettosa… Per cui, se vi va raccontatemi i vostri pensieri.

Mi raccomando, non dimenticate di far parte della nostra #RainbowFamily🌈 interagendo con me attraverso i social, perché il contatto umano è quel battito di colore in questo mondo virtuale.
Lots of Love
Shikal Michelle 
💛 ❤️ 💜 💙 💚